Arendt, de Beauvoir, Rand e Weil: le visionarie della libertà

In Le visionarie. 1933-1943. Arendt, De Beauvoir, Rand, Weil e il pensiero della libertà (Feltrinelli 2021) Wolfram Eilenberger fa un’analisi comparata di quattro tra le filosofe più importanti del Novecento. L’autore passa al setaccio Hannah Arendt, Simone de Beauvoir, Ayn Rand e Simone Weil nell’epoca dei totalitarismi. Di formazione e pensiero politico diverso, le signoreContinua a leggere “Arendt, de Beauvoir, Rand e Weil: le visionarie della libertà”

Villa Primaverii e la megalomania dei Ceaușescu

Più di cento stanze, oltre quattromila metri quadri di proprietà e milioni di tessere di mosaico. Questi numeri danno la cifra della megalomania di Nicolae Ceaușescu, dittatore della Romania per oltre vent’anni (1965-1989) e della consorte Elena Petrescu. Villa Primaverii è situata a Nord di Bucarest, nel quartiere dell’Aviatorilor, in fondo all’omonimo boulevard; la penultimaContinua a leggere “Villa Primaverii e la megalomania dei Ceaușescu”

Federico Rampini racconta i cantieri della storia

Ripartire, ricostruire e rinascere. Sono queste le parole d’ordine de I cantieri della storia (Mondadori 2020) di Federico Rampini. L’autore passa in rassegna gli ultimi duemila anni di storia alla luce del decadimento e della rinascita delle civiltà. Selezionati alcuni snodi cruciali del passato, Rampini definisce questi come cantieri della storia, momenti da cui siContinua a leggere “Federico Rampini racconta i cantieri della storia”

La Cecoslovacchia di De Gaulle, tra Beneš e i due Sessantotto

I legami tra Charles De Gaulle e la Cecoslovacchia sono scanditi dall’esilio londinese del Generale con Edvard Beneš e le reazioni di fronte ai “due Sessantotto” del Novecento. Quello del maggio francese e quello della Primavera di Praga. Sebbene De Gaulle non fosse mai stato in Cecoslovacchia, conosceva bene l’importanza strategica del paese per gliContinua a leggere “La Cecoslovacchia di De Gaulle, tra Beneš e i due Sessantotto”

Il terrorismo domestico del Sessantotto francese

«Ciò che attualmente caratterizza la nostra vita pubblica è la noia. I francesi si annoiano. Essi non partecipano né da vicino né da lontano alle grandi convulsioni che scuotono il mondo». Celebre l’incipit dell’articolo su Le Monde (15 marzo 1968) a firma di Pierre Viansson-Ponté, che non rivelava lungimiranza folgorante in merito a quello cheContinua a leggere “Il terrorismo domestico del Sessantotto francese”

Napoleone 200 anni dopo: ricordare, non celebrare

Commemorare, non festeggiare. È già qualcosa nell’epoca della cancel culture, dove il passato viene interpretato con gli occhi del presente, dove la ghigliottina della morale attuale taglia la testa a quella trascorsa. Di ghigliottine ne sapeva qualcosa Napoleone Bonaparte – morto due secoli fa, il 5 maggio del 1821 – che dopo il periodo delContinua a leggere “Napoleone 200 anni dopo: ricordare, non celebrare”

USA-URSS-EU: Thatcher e gli incontri di politica estera

Ronald Reagan si era insediato da poco più di un mese alla Casa Bianca. L’ex attore di Hollywood che apriva il decennio che avrebbe concluso l’era del mondo a blocchi, fu accolto con diffidenza dai leader mondiali del tempo. Non da Margaret Thatcher, Primo Ministro britannico, a Downing Street da un paio di anni, cheContinua a leggere “USA-URSS-EU: Thatcher e gli incontri di politica estera”

Charles De Gaulle, l’eroe-garanzia tra la guerra e l’Europa

Il 2020 è un anno importante per Charles De Gaulle. Sono passati centrotrent’anni dalla nascita, cinquanta dalla morte e ottanta dal discorso alla BBC dall’Inghilterra quando da ufficiale per lo più sconosciuto faceva appello «ai francesi che vogliono restare liberi». Capo del governo provvisorio della Repubblica fino al 1946, De Gaulle è stato una figuraContinua a leggere “Charles De Gaulle, l’eroe-garanzia tra la guerra e l’Europa”

La fine della guerra e le conseguenze del nuovo mondo

Lunedì 7 maggio 1945: per conto del nuovo governo nazista dell’ammiraglio Karl Dönitz, il capo di Stato maggiore Alfred Jodl si arrese incondizionatamente alle potenze alleate a Rheims. Allora, un settimo delle forze armate del Terzo Reich non era tedesco. Il grande impero nazista che doveva durare millenni, naufragò a causa della propria ingordigia territorialeContinua a leggere “La fine della guerra e le conseguenze del nuovo mondo”

Emil Hácha, traditore o patriota?

Emil Hácha è uno dei personaggi più controversi della storia della Cecoslovacchia. Traditore o patriota? Ripensando alla tragica parabola che lo ha consegnato alla Storia, possiamo dire che non fu né l’uno, né l’altro. Per parlarne, occorre partire da lontano, vale a dire dagli accordi di Monaco del settembre 1938, quando Germania, Francia, Regno UnitoContinua a leggere “Emil Hácha, traditore o patriota?”