La rivolta ungherese, tra Nagy, Kádár e Andropov

23 ottobre-11 novembre 1956: i giorni drammatici della rivolta ungherese repressa nel sangue dai sovietici. 2700 i morti; cento volte di più i rifugiati ungheresi che chiesero asilo in Occidente dopo un tentativo di sollevazione popolare. Il Cremlino non poteva permettersi insurrezioni che andassero contro la politica estera che l’URSS aveva deciso per i paesiContinua a leggere “La rivolta ungherese, tra Nagy, Kádár e Andropov”

Italia liberale: inizio e fine secondo Panebianco e Teodori

Ne La parabola della Repubblica (Solferino 2022) Angelo Panebianco e Massimo Teodori analizzano l’ascesa e il declino dell’Italia liberale dal Dopoguerra ad oggi. Liberali e atlantisti, analizzano decennio per decennio l’influenza dei liberali e del liberalismo nel paese. Il volume si apre con una domanda. I “libdem” italiani avrebbero avuto più fortuna politica Piero Gobetti,Continua a leggere “Italia liberale: inizio e fine secondo Panebianco e Teodori”

Il Fascismo come escalation della violenza

L’avvento del Fascismo un secolo fa fu caratterizzato da subito dall’uso sistemico della violenza. Il rifiuto della violenza come meccanismo delle relazioni e la rinuncia della stessa nell’organizzazione sociale è stato una delle più grandi rivoluzioni moderne della Storia dell’Uomo. Con l’abiura della violenza nel risolvere le controversie, con l’accettazione di cedere il monopolio dellaContinua a leggere “Il Fascismo come escalation della violenza”

Imperialismo e collettivismo: l’hitlerizzazione di Putin

Vladimir Putin compie settant’anni. Gli auguri sarebbero stati più numerosi da parte della comunità internazionale se il 24 febbraio scorso non avesse optato per la sua hitlerizzazione: trasformarsi, cioè, da dittatore a criminale di guerra. Con l’invasione dell’Ucraina Putin ha compiuto un salto di qualità, per così dire, nella scala degli autocrati, posizionandosi al pariContinua a leggere “Imperialismo e collettivismo: l’hitlerizzazione di Putin”

Tomáš G. Masaryk e l’indipendenza di una nazione

Tomáš G. Masaryk è stato uno degli statisti più importanti della prima metà del XX secolo. La sua è una storia di elevazione sociale e intellettuale notevole. Da un piccolo paese dell’Impero Austroungarico, al Castello di Praga, come padre e fondatore della Prima Repubblica Cecoslovacca. Non c’è villaggio, strada o piazza in Repubblica Ceca cheContinua a leggere “Tomáš G. Masaryk e l’indipendenza di una nazione”

L’appeasement non porta alla pace: il caso del 1938

La politica dell’appeasement nei confronti della Germania da parte del Partito Conservatore britannico non nacque con Neville Chamberlain. Era altresì la politica ufficiale dei Tories sin dai tempi di Robert A. Salisbury – quando l’ordine liberale in Europa stava iniziando a scricchiolare. I conservatori sapevano che per mantenere un vasto impero come quello britannico occorrevaContinua a leggere “L’appeasement non porta alla pace: il caso del 1938”

Abbiamo scelto il capitalismo della sorveglianza

The Age of Surveillance Capitalism è un libro del 2019 di Shoshana Zuboff fondamentale per capire la nostra epoca e il rapporto con le tecnologie, nonché gli impatti del controllo verticale che i guru di Internet hanno sulle nostre scelte quotidiane. E, soprattutto, come questi hanno un impatto sui nostri comportamenti e consumi. Il concettoContinua a leggere “Abbiamo scelto il capitalismo della sorveglianza”

Un anno di Biden: Massimo Gaggi racconta un paese lacerato

Corrispondente dagli Stati Uniti da molti anni, nel suo La scommessa Biden (Laterza 2022) Massimo Gaggi analizza il primo anno della Presidenza di Joe Biden. I suoi giudizi sul quarantaseiesimo presidente degli Stati Uniti sono misurati e freddi. Il leader dei dem ha delineato un programma di riforme ambizioso e progressista. Di lui si èContinua a leggere “Un anno di Biden: Massimo Gaggi racconta un paese lacerato”

Non si parla mai dei crimini del Comunismo?

Il dibattito che Gianluca Falanga apre a principio del suo Non si parla mai dei crimini del comunismo (Laterza 2022) è attuale. Sono tanti politici sfruttano il mito di un presunto silenzio nei confronti del comunismo, non tanto per rendere più note le pagine terribili della storia del Novecento e neppure per commemorare le vittime,Continua a leggere “Non si parla mai dei crimini del Comunismo?”

Ad Auschwitz, per un viaggio della vergogna

Il campo di concentramento di Auschwitz si trova ad un paio di chilometri dalla stazione ferroviaria del paese di Oświęcim, tra Katowice e Cracovia, in Polonia. Aperto nel 1940 per volontà di Heinrich Himmler, ad Auschwitz I sono transitate centinaia di migliaia di persone che nell’ex fortino hanno conosciuto il male assoluto. Il duro lavoroContinua a leggere “Ad Auschwitz, per un viaggio della vergogna”