La Fondation Beyeler celebra il genio di Cézanne

In occasione dei centovent’anni dalla morte, la Fondation Beyeler di Riehen, vicino a Basilea, presenta la mostra “Cezanne”, aperta al pubblico sino al 25 maggio 2026. Si tratta della prima esposizione monografica che il museo dedica al pittore francese Paul Cézanne (1839-1906), considerato una delle figure fondamentali nella nascita dell’arte moderna. L’esposizione riunisce circa ottanta opere tra dipinti a olio e acquerelli provenienti da importanti collezioni internazionali e si concentra soprattutto sull’ultima fase della carriera dell’artista, ritenuta la più innovativa e influente. Il percorso della mostra prende come punto di partenza alcune opere della collezione Beyeler e si sviluppa attorno ai temi che Cézanne ha affrontato per tutta la vita. Tra questi compaiono ritratti di amici e familiari. Ma anche autoritratti, scene di gruppo come i giocatori di carte o i bagnanti, nature morte con frutta e paesaggi della Provenza.

L’esposizione mette in evidenza come questi soggetti ricorrenti siano stati per Cézanne un campo di continua sperimentazione, attraverso il quale ha trasformato il linguaggio della pittura. Uno degli elementi centrali della mostra è la presenza di diverse rappresentazioni del Sainte-Victoire, la montagna che domina il paesaggio vicino alla città natale dell’artista, Aix-en-Provence. Cézanne tornò su questo motivo innumerevoli volte, dipingendolo da punti di vista differenti e con soluzioni pittoriche nuove. La montagna diventa così non soltanto un soggetto paesaggistico, ma un vero laboratorio visivo nel quale l’artista studia il rapporto tra colore, forma e spazio. In alcune versioni il paesaggio appare costruito quasi attraverso piccole macchie di colore che paiono generare profondità. Una sezione della mostra è dedicata anche agli acquerelli, tecnica che Cézanne utilizzò con grande sensibilità. Qui il colore è applicato con velature leggere che lasciano visibile la carta, rendendo la luce un elemento capitale della composizione.

La trasparenza dell’acquerello permette di costruire le forme in relazione diretta con la luminosità, ottenendo immagini delicate ed estremamente strutturate. Il genio Cézanne è oggi considerato uno dei principali innovatori dell’arte moderna. Il suo lavoro segna una rottura con molte convenzioni della pittura tradizionale. In particolare, mette in discussione la prospettiva centrale sviluppata nel Rinascimento e l’ideale classico della rappresentazione del corpo umano. Nei suoi dipinti l’attenzione non si concentra solo sul soggetto rappresentato, ma anche sul modo in cui l’immagine viene costruita sulla superficie della tela. Le forme nascono dalla sovrapposizione di piccole pennellate di colore, che lo stesso artista chiamava “taches”, cioè macchie. Lo spettatore è coinvolto attivamente nel processo di percezione. L’immagine si ricompone nell’occhio di chi guarda. Questo approccio ha avuto un’enorme influenza sugli artisti delle generazioni successive, tra cui Pablo Picasso. Che hanno riconosciuto il ruolo fondamentale di Cézanne nello sviluppo della pittura moderna.

La sua ricerca sulla struttura dell’immagine e sull’autonomia del colore ha infatti aperto la strada a movimenti come il cubismo e, più in generale, alla progressiva nascita dell’astrazione. La mostra permette anche di ricostruire alcuni momenti importanti della vita dell’artista. Paul Cézanne nacque nel 1839 in una famiglia relativamente agiata. Il padre, inizialmente commerciante di cappelli, divenne poi proprietario di una banca, garantendo alla famiglia una certa sicurezza economica. Durante gli anni di scuola Cézanne conobbe Émile Zola, poi uno dei più importanti scrittori francesi del suo tempo. Nonostante la passione per l’arte, il padre voleva che il figlio intraprendesse studi di legge. Cézanne riuscì comunque a trasferirsi a Parigi all’inizio degli anni Sessanta dell’Ottocento per dedicarsi alla pittura. I primi anni furono però difficili. Il Nostro non fu ammesso all’École des Beaux-Arts e le sue opere venivano solo raramente accettate nei saloni ufficiali.

I dipinti di questo periodo sono caratterizzati da colori scuri e da una materia pittorica densa. Un momento decisivo per la sua evoluzione artistica fu l’incontro con Camille Pissarro negli anni Settanta dell’Ottocento. Grazie a questo confronto, Cézanne iniziò a schiarire la tavolozza e a sviluppare un linguaggio più luminoso e analitico, che sarebbe poi diventato la base della sua pittura matura. Per molti anni il suo lavoro rimase poco conosciuto. Le sue opere venivano acquistate soprattutto da altri artisti, come Paul Gauguin o Edgar Degas. Ma la situazione cambiò nel 1895, quando il mercante d’arte parigino Ambroise Vollard organizzò una grande mostra dedicata ai suoi dipinti. Da quel momento la reputazione di Cézanne cominciò a crescere e sempre più collezionisti iniziarono a interessarsi al suo lavoro. Negli ultimi anni della sua vita l’artista tornò a vivere stabilmente nell’amata Aix.

Nel 1901 fece costruire uno studio sulle colline sopra la città, da cui poteva osservare il paesaggio circostante – recentemente rinnovato, è visitabile su prenotazione. Proprio in questo periodo realizzò molte delle opere oggi considerate tra le più importanti della sua carriera, dedicate soprattutto alla natura e alla Sainte-Victoire. Cézanne morì nel 1906. All’interno della mostra sono esposte anche alcune delle sue opere più celebri. Tra queste figure a principio della mostra un autoritratto in cui l’artista si rappresenta davanti al cavalletto con la tavolozza in mano. Lo sguardo sembra muoversi tra la tela e lo specchio utilizzato per osservare il proprio volto, creando una scena che allude direttamente al processo della pittura. Un’altra opera fondamentale è il dipinto con i giocatori di carte, in cui due uomini siedono uno di fronte all’altro, concentrati sulla partita. La scena appare silenziosa e sospesa, quasi fuori dal tempo.

I modelli utilizzati da Cézanne erano contadini che lavoravano nella tenuta di famiglia. Un suo modello prediletto era il giardiniere, ritratto spesso col cappello ed il cow-boy – quasi simile ad un bandito. Accanto a queste opere compaiono anche diverse nature morte. In una composizione con frutta e una brocca, alcune parti della tela rimangono volutamente non dipinte. Questo effetto di incompiuto invita lo spettatore a completare mentalmente l’immagine e rivela il modo in cui l’artista costruiva le sue composizioni. Nel complesso la mostra alla Fondation Beyeler offre una visione ampia del lavoro di Cézanne e della sua evoluzione artistica. Attraverso dipinti e acquerelli provenienti da musei e collezioni private, l’esposizione mostra come l’artista abbia progressivamente trasformato il modo di pensare la pittura. La sua ricerca sul colore, sulla forma e sulla struttura dell’immagine ha avuto un ruolo decisivo nello sviluppo dell’arte successiva – si pensi al fauvismo o al cubismo.

Amedeo Gasparini

(Pubblicato su L’Osservatore magazine)

Pubblicato da Amedeo Gasparini

Amedeo Gasparini, class 1997, freelance journalist, managing “Blackstar”, amedeogasparini.com

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