Václav Havel, la responsabilità e l’individuo

Václav Havel scomparve il 18 dicembre 2011. Dissidente, statista, drammaturgo e scrittore, era diventato Presidente della Cecoslovacchia dopo la Rivoluzione di Velluto del novembre 1989, quando il regime comunista più immobile del Patto di Varsavia si scioglieva pacificamente e lasciava il posto a chi, come Havel, aveva fatto della non-violenza, della responsabilità individuale e dell’opposizioneContinua a leggere “Václav Havel, la responsabilità e l’individuo”

Alexander Dubček: collaborazionista o patriota?

La sera del primo settembre 1992 Alexander Dubček aveva chiesto all’autista di accelerare. Pioveva forte, ricorda Demetrio Volcic (Est) e la strada era scivolosa. Non si poteva curvare a centoventi chilometri all’ora. Poco dopo, l’automobile ruzzolò lungo una scarpata. A seguito di un lungo esilio speso nel purgatorio della sua Slovacchia, il Presidente dell’Assemblea federaleContinua a leggere “Alexander Dubček: collaborazionista o patriota?”

Gustáv Husák, il normalizzatore della Cecoslovacchia

Trent’anni fa moriva Gustáv Husák, la quinta essenza del grigiore burocratico comunista in Cecoslovacchia. Esperto della macchina totalitaria che serviva zelantemente, colto agente brezneviano, oggi è ricordato principalmente per aver sostituito il riformista Alexander Dubček e aver avviato la normalizzazione del paese. Il suo ritorno all’era post-staliniana dopo la repressione della Primavera di Praga contribuìContinua a leggere “Gustáv Husák, il normalizzatore della Cecoslovacchia”

Art nouveau, dolci e letteratura nei gran cafè letterari praghesi

Il quartiere di Malá Strana a Praga non è l’unico luogo di fasto e magia della capitale ceca. Tra questi si annoverano anche i gran cafè letterari che toccarono lo zenit della loro età dell’oro tra la fine del XIX secolo e la seconda metà degli anni Venti del XX secolo. All’epoca, come nella cittàContinua a leggere “Art nouveau, dolci e letteratura nei gran cafè letterari praghesi”

A Praga la fine della cortina di ferro e del Patto di Varsavia

Il primo luglio 1991, il Comunismo trans-sovietico si sgretolò a Praga, la città dove venne firmata la fine del Patto di Varsavia. Costituitosi nel 1955 in opposizione alla NATO, il Patto era la confederazione dei sistemi comunisti che si contrapponeva alle forze dell’Occidente liberaldemocratico. La scelta di Praga per porre fine all’alleanza tra l’URSS eContinua a leggere “A Praga la fine della cortina di ferro e del Patto di Varsavia”

La Cecoslovacchia di De Gaulle, tra Beneš e i due Sessantotto

I legami tra Charles De Gaulle e la Cecoslovacchia sono scanditi dall’esilio londinese del Generale con Edvard Beneš e le reazioni di fronte ai “due Sessantotto” del Novecento. Quello del maggio francese e quello della Primavera di Praga. Sebbene De Gaulle non fosse mai stato in Cecoslovacchia, conosceva bene l’importanza strategica del paese per gliContinua a leggere “La Cecoslovacchia di De Gaulle, tra Beneš e i due Sessantotto”

Havel: la responsabilità antidoto a populismo e totalitarismo

Il drammaturgo, dissidente e politico Václav Havel è stato un coraggioso difensore dei diritti umani e della responsabilità individuale. Cresciuto e poi perseguitato in un paese che non garantiva il rispetto dei primi e annullava la necessità della seconda, sapeva bene cosa comportasse la loro mancanza. Assieme ad altri dissidenti del suo tempo, Havel haContinua a leggere “Havel: la responsabilità antidoto a populismo e totalitarismo”

Da Pelikán a Havel: Craxi e i dissidenti cecoslovacchi

Dopo la repressione della Primavera di Praga molti furono epurati dalle strutture del potere comunista cecoslovacco. Non solo Alexander Dubček, ma anche Jiří Pelikán, ex direttore della tv di Stato, contestatore dell’interventismo sovietico. Già il più giovane Deputato all’Assemblea Nazionale (1964-1969), stalinista convinto e comunista per tutta la vita, fu costretto all’espatrio in Italia, vistoContinua a leggere “Da Pelikán a Havel: Craxi e i dissidenti cecoslovacchi”

Il carcere di Pankrác, tra passato e presente

Il carcere di Pankrác, dal nome della zona che lo ospita, nel distretto di Praga 4, è stato costruito fra il 1885 e il 1889. All’epoca, l’esigenza primaria era quella di rimpiazzare l’ormai fatiscente prigione di San Venceslao, che si trovava fra Karlovo náměstí e la Moldava. Il nuovo centro di detenzione, in quella cheContinua a leggere “Il carcere di Pankrác, tra passato e presente”

Elezioni in Romania: da Ceaușescu a Iliescu

Di libere elezioni in Romania non si parlava da anni. E sul finire degli anni Ottanta, la situazione economica nel paese era spaventosa. Il Socialismo nazionale applicato all’economia fu devastante; a Bucarest più che altrove nel mondo oltre-cortina. Nella prima metà degli anni Ottanta l’autarchia era diventata il sogno di Nicolae Ceaușescu. Questi, relativamente “autonomo”Continua a leggere “Elezioni in Romania: da Ceaușescu a Iliescu”