Rossobruni (UTET 2026) di Stefano Cappellini parte da un’osservazione del presente. Neofascisti e nostalgici del bolscevismo combattono in Ucraina dalla stessa parte. Militanti storici di sinistra propugnano politiche draconiane sull’immigrazione. Reduci delle lotte per il Terzo Mondo si saldano a derive del sovranismo di destra. È quella zona di confine e di convergenza tra estremiContinua a leggere “Alleanza tra estremismi, Stefano Cappellini contro i rossobruni”
Archivi mensili:Luglio 2026
Eilenberger racconta Adorno, Sontag, Foucault e Feyerabend tra filosofia e vita
I fantasmi del presente (Feltrinelli 2025) di Wolfram Eilenberger ricostruisce le vite intrecciate di quattro pensatori del secondo Novecento – Theodor W. Adorno, Susan Sontag, Michel Foucault e Paul Feyerabend – nel trentennio che va dal secondo Dopoguerra al 1984. Sullo sfondo, la Guerra Fredda e il Sessantotto. A Parigi, sotto la guida di DanielContinua a leggere “Eilenberger racconta Adorno, Sontag, Foucault e Feyerabend tra filosofia e vita”
Paziente Hitler, la diagnosi psichiatrica di Arthur Kronfeld
Degenerati al potere (Bollati Boringhieri 2026) ricostruisce la vicenda di Arthur Kronfeld, influente psichiatra tedesco di origini ebraiche, decorato al valore durante la Grande Guerra e cofondatore dell’Istituto di sessuologia di Berlino, distrutto dai nazisti nel 1933. Fuggito in Unione Sovietica, continuò a Mosca i suoi studi di psichiatria e sessuologia. Morì, forse suicida, nelContinua a leggere “Paziente Hitler, la diagnosi psichiatrica di Arthur Kronfeld”
A Winterthur la luce del Sud come strada verso la modernità
Nella splendida Villa Flora di Winterthur, elegante dimora legata alla storia del collezionismo europeo, la mostra “Tout est lumière. Cézanne, Van Gogh, Matisse e i pittori del Sud”, aperta fino al 30 agosto 2026, invita a intraprendere un viaggio attraverso i paesaggi assolati della Francia mediterranea. Il titolo sintetizza perfettamente il cuore dell’esposizione. Raccontare comeContinua a leggere “A Winterthur la luce del Sud come strada verso la modernità”
Judith Butler e i limiti del rendere conto di sé
Dare conto di sé (Feltrinelli 2026) raccoglie la riflessione di Judith Butler su cosa significhi rendere conto di sé. La filosofa osserva che «la richiesta di rendere conto di sé è accompagnata dall’ombra di un sospetto». E sostiene che «nessun tentativo di dare conto di sé può raggiungere un tale livello di soddisfazione» poiché «l’inconscioContinua a leggere “Judith Butler e i limiti del rendere conto di sé”
Omaggio tardivo per Stefan Zweig a Hallam Street
La targa presso Hallam Street, eretta quest’anno, reca un’iscrizione asciutta: Stefan Zweig, scrittore austriaco, abitò qui, appartamento 71, dal 1936 al 1939. Secondo la scheda ufficiale dell’English Heritage, Zweig fu il primo inquilino di quell’appartamento, dove si trasferì nel marzo 1936 insieme alla segretaria e compagna Lotte Altmann. All’inaugurazione era presente Eva Alberman, nipote delloContinua a leggere “Omaggio tardivo per Stefan Zweig a Hallam Street”
Duecentocinquant’anni dopo, l’America deve ritrovare se stessa
Il 4 luglio 2026 gli Stati Uniti celebrano il duecentocinquantesimo anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza. Il mondo osserva il rito con sentimenti contrastanti. Per alcuni è la commemorazione della più riuscita esperienza politica della modernità. Per altri, il compleanno di una potenza in declino, afflitta da divisioni, populismi e sfiducia nelle proprie istituzioni – insomma, laContinua a leggere “Duecentocinquant’anni dopo, l’America deve ritrovare se stessa”
La tragedia (scandalosa) dell’adolescenza nel teatro di Frank Wedekind
Risveglio di primavera (Adelphi 2026) di Frank Wedekind è una tragedia di adolescenti. Nella prefazione, Jonathan Franzen l’ha definita l’opera teatrale più bella e longeva della sua epoca. Al centro del dramma ci sono tre personaggi principali: Melchior Gabor, Wendla Bergmann e Moritz Stiefel. Ci furono anni, meno remoti di quanto si vorrebbe credere, inContinua a leggere “La tragedia (scandalosa) dell’adolescenza nel teatro di Frank Wedekind”