Paziente Hitler, la diagnosi psichiatrica di Arthur Kronfeld

Degenerati al potere (Bollati Boringhieri 2026) ricostruisce la vicenda di Arthur Kronfeld, influente psichiatra tedesco di origini ebraiche, decorato al valore durante la Grande Guerra e cofondatore dell’Istituto di sessuologia di Berlino, distrutto dai nazisti nel 1933. Fuggito in Unione Sovietica, continuò a Mosca i suoi studi di psichiatria e sessuologia. Morì, forse suicida, nel 1941. Docente alla Charité, Kronfeld guidò l’Institut für Sexualwissenschaft, inaugurato nel 1919 presso il Tiergarten. In un istituto frequentato da pazienti che soffrivano di ogni “perversione” e “degenerazione”, mantenere una ragionevole distanza dalla politica richiedeva, ricorda l’autore, una fiducia reciproca tra medico e paziente. A partire dai primi anni del Novecento, spiega Kronfeld, l’Impero tedesco fu afflitto da “scandali” omosessuali e da processi per diffamazione. Nel 1902 Alfred Krupp fu accusato di organizzare orge con ragazzi italiani a Capri. Ma Guglielmo II, amico di Krupp, intervenne per difendere la sua reputazione.

In Germania l’attività sessuale tra uomini dello stesso sesso fu depenalizzata solo nel 1969. Tuttavia, per decenni «il divieto dell’omosessualità rappresentò una questione politica centrale». Zina Volkova, prima figlia di Lev Trockij, si suicidò a Berlino dopo essere stata in cura da uno psicoanalista berlinese, poiché «soffriva di impulsi e desideri incestuosi». Fu anche in cura nella clinica di Kronfeld. Il quale incontrò Adolf Hitler nel 1932, quando il giornalista Werner Abel lo aveva accusato di alto tradimento per una presunta tangente di dieci milioni di Lire italiane. Hitler diede il via ad una denuncia per diffamazione e la corte incaricò proprio Kronfeld di valutare la sanità mentale del futuro Führer. Da qui le sue valutazioni «sul sadismo, il narcisismo e il continuo mentire di Hitler». L’omosessualità del capo del NSDAP resta, sottolinea l’autore, «un argomento controverso». I nazisti saccheggiarono l’Istituto di sessuologia subito dopo la scalata al potere.

Il libro richiama anche il giudizio di Anna Freud. Che nel 1943 redasse per l’intelligence americana un esame della personalità di Hitler. La psichiatra affermò che questi era stato omosessuale per poi “smettere”. D’altra parte, Ernst Röhm, amico intimo di Hitler, era invece omosessuale dichiarato, così come, «senza eccezione», i comandanti delle SA – un passato che, secondo la ricostruzione, la Notte dei lunghi coltelli ebbe anche lo scopo di occultare. Nel 1939 il Comitato Centrale del PCUS stampò per uso interno cinquanta copie dell’opuscolo Degeneraty u vlasti di Kronfeld. Che il 16 ottobre 1941 si suicidò nel suo appartamento di Mosca, con le truppe tedesche vicine alla città. Non avendo trovato il proprio nome nelle liste di evacuazione dell’Istituto Gannuškin, tornato a casa assunse grandi dosi di sonniferi. L’opuscolo fu ristampato a Mosca alla fine del 1941, in centomila copie e sedici pagine.

Vi confluirono le impressioni personali di Kronfeld su Hitler, che in tribunale «si infuriava, urlava selvaggiamente, correva per la stanza», alternando un «portamento da sovrano» a una «posa da pagliaccio». Tanto che la corte fu costretta a infliggergli una multa per il suo «indecoroso comportamento da teppista». Già le pagelle lo descrivono «presuntuoso, litigioso, disobbediente» alle elementari e, alla scuola tecnica di Linz, «indifferente, mentalmente limitato», privo «né di volontà né di capacità per lo studio». Arthur Kronfeld lo definisce «maniaco, pieno di una sfrenata vanagloria». Capace di «crudeltà sadica» e di un’«auto-divinizzazione senza limiti». Tratti che ne fanno, scrive l’autore, «un gangster e un cannibale, che sta inondando di sangue l’Europa». Sulla lettura di Mein Kampf annota di essere rimasto colpito «dalla distorsione, incolta e rozza, della lingua tedesca». Osserva che Hitler «non ha rapporti sessuali normali […]. Il sentimento d’amore per una donna gli [è] inaccessibile».

Ritratti analoghi riguardano gli altri gerarchi. Di Hermann Göring, Kronfeld scrive che la prima cosa che salta all’occhio è l’aspetto «mostruoso e ridicolo». Con un’obesità dovuta non solo all’alcol e alla morfina. La sua brama per le opere d’arte viene ricondotta a «una primitiva sete di lusso» e alla «totale assenza di fantasia», mentre l’abitudine di agghindarsi con decorazioni da baraccone ne rivelerebbe, secondo l’autore, «la primitività della mentalità» – «un egoismo senza fine, una crudeltà rozza». Su Joseph Goebbels: «ometto» paragonato a «una scimmia che fa smorfie e fa il buffone», «degenerato, deforme». Kronfeld annota il «corpo dal colore verdastro pallido», la «struttura irregolare» del cranio, le orecchie smisurate e sporgenti e un «egoismo insaziabile». Goebbels, che pure studiò storia della letteratura all’Università di Heidelberg sostenendo un esame con Friedrich Gundolf, è «il padre della menzogna».

Secondo Kronfeld, «spesso il desiderio sessuale aumenta nei mostri». E Goebbels vorrebbe «sottomettere donne giovani e sane con tutti i mezzi possibili», cercando «sempre di liberare la bestia che è in una persona». Rudolf Hess è descritto attraverso tratti della degenerazione paragonati a quelli di una scimmia. Heinrich Himmler, «cavaliere del coltello e del grimaldello», soffrirebbe, secondo Kronfeld, di schizofrenia, da cui deriverebbero «la sua stupida crudeltà, la perversione e il delirio». Robert Ley e Julius Streicher sono invece alcolisti cronici dediti a «continue sbornie» e a «una vita sessuale sfrenata e perversa». Joachim von Ribbentrop, «fannullone», avrebbe guadagnato milioni con il contrabbando di champagne. L’opuscolo si chiude su un’intera gerarchia colta nell’atto di fare i Napoleoni e di fingersi dei Cesari. Destinata, nella previsione di Kronfeld, a essere «fatta fuori come cagnacci rabbiosi».

Amedeo Gasparini

(Pubblicato su L’Osservatore)

Pubblicato da Amedeo Gasparini

Amedeo Gasparini, class 1997, freelance journalist, managing “Blackstar”, amedeogasparini.com

Rispondi

Scopri di più da ★ Blackstar

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere