Francesco Costa ipotizza un mondo da reinventare dopo Trump

Come se ne esce (Mondadori 2026) di Francesco Costa si apre con un’epigrafe di Antonio Gramsci, tratta dai Quaderni del carcere: «La crisi consiste appunto nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere: in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati». È attorno a questo interregno che Costa costruisceContinua a leggere “Francesco Costa ipotizza un mondo da reinventare dopo Trump”

Giorgio Dell’Arti racconta tutta la storia degli Stati Uniti

America nuda e cruda (Garzanti 2026) di Giorgio Dell’Arti racconta come si arriva dai Padri Pellegrini a Donald Trump. Tutto comincia con il tabacco della Virginia, la scoperta degli schiavi e la prevalenza dei puritani nelle prime tredici colonie. Il Massachusetts viene trasformato da colonia inglese a protettorato del re. Gli inglesi escono vittoriosi daContinua a leggere “Giorgio Dell’Arti racconta tutta la storia degli Stati Uniti”

Il vertice della SCO a Bishkek racconta un mondo senza più un solo padrone

Il 31 agosto e il 1° settembre, a Bishkek, capitale del Kirghizistan, si è tenuto il ventiseiesimo vertice dei capi di Stato della Shanghai Cooperation Organisation, la SCO. Un appuntamento che cadeva nel venticinquesimo anniversario di fondazione dell’organizzazione stessa, celebrato sotto lo slogan “25 anni di SCO: insieme per pace, sviluppo e prosperità sostenibili”. AttornoContinua a leggere “Il vertice della SCO a Bishkek racconta un mondo senza più un solo padrone”

Vittorio Emanuele Parsi contro il ritorno degli imperi

Vittorio Emanuele Parsi in Contro gli imperi (Bompiani 2026) sostiene che stiamo vivendo un ritorno degli imperi. Una nuova realtà geopolitica fondata sulla spartizione delle sfere di influenza tra grandi potenze. Accettare la logica imperiale come unico orizzonte possibile significherebbe rinunciare, almeno per il momento, a quanto costruito in ottant’anni di relazioni atlantiche. L’autore nonContinua a leggere “Vittorio Emanuele Parsi contro il ritorno degli imperi”

Il ritorno della forza nella geopolitica raccontata da Rampini

Pane e cannoni (Mondadori 2026) di Federico Rampini racconta un nuovo mondo in guerra e le sue regole. Per trent’anni abbiamo creduto di vivere nell’era della globalizzazione. Mercati aperti, catene produttive planetarie, cooperazione economica destinata a rendere la guerra sempre meno probabile. Quell’illusione è finita. Le nazioni combattono ancora con missili e portaerei. Ma ancheContinua a leggere “Il ritorno della forza nella geopolitica raccontata da Rampini”

Gaggi e Jadrejcic in viaggio nell’America contemporanea

Al termine di vent’anni di corrispondenza dagli Stati Uniti, Massimo Gaggi e Tamara Jadrejcic pubblicano America dentro (Laterza 2026) che ricostruisce il loro percorso attraverso il Paese. Gli autori descrivono l’America come un romanzo vivente lungo cinquemila chilometri. Ricordano esperienze intense – dalle aurore boreali in Alaska alla discesa in canyon profondi chilometri. Gli StatiContinua a leggere “Gaggi e Jadrejcic in viaggio nell’America contemporanea”

Le dinamiche dei conflitti contemporanei secondo Manlio Graziano

Manlio Graziano in Come si va in guerra (Mondadori 2026) analizza propaganda, interessi e ideologie che alimentano gli scontri tra grandi potenze. Secondo l’autore, alla guerra si arriva sempre impreparati. Sia sul piano ideologico sia su quello politico. Il volume si muove con sicurezza nella dimensione storica, ricca di riferimenti. La paura del futuro contribuisceContinua a leggere “Le dinamiche dei conflitti contemporanei secondo Manlio Graziano”

L’estremismo antiliberale unisce Slavoj Žižek e Trump

L’estremismo antiliberale accomuna, pur da posizioni opposte, Slavoj Žižek e Donald Trump. Nel suo duro confronto con il liberalismo di mercato, il filosofo marxista propone la formula che dà il titolo a Trump e il fascismo liberale (Ponte alle Grazie 2025) delineando una posizione che, pur critica, presenta alcune poco sorprendenti convergenze con l’estremismo antidemocraticoContinua a leggere “L’estremismo antiliberale unisce Slavoj Žižek e Trump”

Budapest volta pagina, la fine dell’era Orbán

Il 12 aprile l’Ungheria non ha solo, prevedibilmente, cambiato governo: ha archiviato con una nettezza che raramente si osserva nei sistemi proporzionali correnti un intero ciclo politico durato sedici anni; è la fine della cosiddetta era Orbán. Le elezioni parlamentari hanno consegnato al Partito del Rispetto e della Libertà (TISZA) guidato da Péter Magyar unaContinua a leggere “Budapest volta pagina, la fine dell’era Orbán”

Washington Post, Bezos, il potere: la resa del giornalismo?

Sarà pure San Valentino, ma il Washington Post non se la passa benissimo. Uno dei giornali-mastino della democrazia americana sta vivendo un brutto periodo sia per una crisi strutturale, che per un collasso di natura politica più ampio. Nei giorni scorsi lo storico giornale del “Watergate” ha annunciato l’uscita di scena del suo AD, WillContinua a leggere “Washington Post, Bezos, il potere: la resa del giornalismo?”

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