La copertina riproduce una delle classiche vedute della Montagne Sainte-Victoire, nell’entroterra della Provenza cara a Paul Cézanne. Lettere su Cézanne (Passigli Editori 2026) di Rainer Maria Rilke, con prefazione di Mario Specchio e traduzione di Gesuina Buss-De Giudici, ripercorre un incontro che ebbe un peso decisivo nell’evoluzione espressiva della sua poesia. Tanto che lo stessoContinua a leggere “Come Cézanne insegnò a Rilke a guardare”
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Federico García Lorca ha ancora molto da dire
Sempre la rosa (La nave di Teseo 2026), a cura di Alberto Cristofori, ricostruisce vita e opera di Federico García Lorca. Nel 1936 Lorca viene assassinato dai franchisti. Novant’anni dopo tornare a lui «non è un esercizio celebrativo», ma «un gesto necessario». Il poeta, infatti, parla ancora ai cuori dei lettori. Il titolo del libroContinua a leggere “Federico García Lorca ha ancora molto da dire”
Le case di Augsburg, Berlino e Buckow ricordano Bertolt Brecht
Sono passati settant’anni dal 14 agosto 1956, giorno in cui Bertolt Brecht morì a Berlino Est. Nessuna cerimonia di Stato riesce a restituire, meglio delle sue case, la complessità di un uomo che fu insieme poeta lirico, drammaturgo rivoluzionario e figura scomoda di un regime, la DDR, di cui accettò la protezione senza mai davveroContinua a leggere “Le case di Augsburg, Berlino e Buckow ricordano Bertolt Brecht”
L’eskimo contro il Giornale (1975-1979): assedio, attentato e il primo Berlusconi
Dal 1975 il Giornale nuovo di Indro Montanelli vive sotto un assedio quasi permanente. Alle elezioni politiche di quell’anno il quotidiano si schiera contro il PCI. La scelta si paga cara. Il salotto radical-chic milanese, da Inge Feltrinelli a Camilla Cederna, storica avversaria di Montanelli, bolla il giornale come fascista, mentre il corsivista Fortebraccio loContinua a leggere “L’eskimo contro il Giornale (1975-1979): assedio, attentato e il primo Berlusconi”
Hammershøi, a Zurigo il pittore danese del suono silenzioso
Entrare nell’universo di Vilhelm Hammershøi significa abituare lo sguardo a una luce che non illumina, ma trattiene. Aperta fino al 25 ottobre, la Kunsthaus di Zurigo dedica al danese la prima mostra museale completa mai realizzata in Svizzera. Il sottotitolo, “Maler des stillen Klangs” (“Il pittore del suono silenzioso”) anticipa già il percorso espositivo. ÈContinua a leggere “Hammershøi, a Zurigo il pittore danese del suono silenzioso”
Umiliazione e autodisciplina: Stefano Massini porta Putin a teatro
Lo Zar (Einaudi 2026) di Stefano Massini è un monologo implacabile che attraversa mezzo secolo di storia russa, seguendo l’ascesa di Vladimir Putin. Dall’infanzia affamata a Leningrado fino al giorno della presa del potere come presidente della Federazione Russa. Massini compone una sorta di autobiografia immaginaria. Nulla di nuovo: mostra come eventi traumatici, umiliazioni infantili,Continua a leggere “Umiliazione e autodisciplina: Stefano Massini porta Putin a teatro”
La nuova guerra secondo Arduino tra droni, IA e mercenari
La guerra è cambiata (Einaudi 2026) di Alessandro Arduino parte da storie personali di mercenari, istruttori militari, imprenditori della sicurezza e hacker, per poi espandersi in una visione geopolitica più ampia che abbraccia le crisi dall’Asia centrale alla Cina, la guerra in Ucraina, l’Afghanistan sotto i talebani e la ricostruzione in Siria. L’autore offre un’esposizioneContinua a leggere “La nuova guerra secondo Arduino tra droni, IA e mercenari”
Hayek ci aveva avvisati: la pianificazione centrale porta alla schiavitù
Friedrich von Hayek nasce a Vienna l’8 maggio 1899, in una famiglia dell’alta borghesia intellettuale asburgica. Studia legge ed economia nell’università dove ancora si respira l’eredità di Carl Menger, il fondatore della scuola austriaca. E trova in Ludwig von Mises il maestro che lo introduce al problema del calcolo economico sotto il socialismo. Combatte nellaContinua a leggere “Hayek ci aveva avvisati: la pianificazione centrale porta alla schiavitù”
Montanelli, venticinque anni senza il decano del giornalismo italiano
Sono passati venticinque anni dal 22 luglio 2001, quando Indro Montanelli morì a Milano, a 92 anni. Nato a Fucecchio, il 22 aprile 1909, ad un quarto di secolo dalla scomparsa resta il decano del giornalismo italiano del Novecento. Cronista di razza, inviato d’assalto, scrittore prolifico … Ancora un caso unico nel giornalismo italiano. UnaContinua a leggere “Montanelli, venticinque anni senza il decano del giornalismo italiano”
Mario Draghi e la battaglia per il futuro dell’Europa
Competere o sparire (Rizzoli 2026) raccoglie il pensiero di Mario Draghi sul futuro dell‘Unione Europea, introdotto da una prefazione di Martin Wolf, capo commentatore del Financial Times. Che scrive che Draghi ha agito con straordinaria risolutezza per salvare l’euro, ricordando il celebre discorso del «whatever it takes», a Londra il 26 luglio 2012. Per ilContinua a leggere “Mario Draghi e la battaglia per il futuro dell’Europa”
