Tra tanti eventi, il 2024 è stato un anno ricco di elezioni. Come sempre, anche quello in chiusura è un anno che lascia dietro di sé un’eredità di cambiamenti che ha ridisegnato gli equilibri mondiali. Un 2024 iniziato con l’espansione dei BRICS, che ha accolto Egitto, Etiopia, Iran ed Emirati Arabi Uniti. Il che segna un significativo spostamento del peso economico globale verso nuove potenze emergenti. Parallelamente, l’Etiopia ha annunciando un accordo storico con il Somaliland per l’utilizzo del porto di Berbera. I primi giorni dell’anno hanno segnato l’Iran con un attentato dell’ISIS durante una commemorazione di Qasem Soleimani. Un evento che ha prefigurato un anno di tensioni e conflitti nella regione durante i mesi successivi. Dopo gli attacchi contro Israele di Hamas il 7 ottobre 2023, il Medio Oriente è rimasto al centro dell’attenzione, con il conflitto in loco che ha raggiunto drammatici livelli di intensità.
La Corte Internazionale di Giustizia ha chiesto a Tel-Aviv di prevenire atti genocidi a Gaza, mentre le Nazioni Unite hanno rivelato che il 56 per cento delle vittime palestinesi erano donne e bambini. La situazione è precipitata quando le forze israeliane sono entrate a Gaza City, causando diverse vittime e portando il bilancio delle vittime a diverse decine di migliaia – complici anche gli scudi umani usati da Hamas. La tensione nella regione ha continuato a crescere fino a settembre. Allora si è verificato il momento più sanguinoso del conflitto Hezbollah-Israele dal 2006. L’instabilità ha raggiunto il suo apice con l’uccisione di Hassan Nasrallah in un bombardamento israeliano sul suo quartier generale a Beirut. Seguì poi l’escalation che ha visto l’IDF invadere il Libano meridionale. A fine novembre, Benjamin Netanyahu ha annunciato il raggiungimento di un accordo per il cessate il fuoco con Hezbollah in Libano.
In Europa, il 2024 è stato segnato da importanti cambiamenti politici. Le elezioni europee di maggio hanno confermato il PPE come principale forza politica. Ursula von der Leyen è nuovamente presidente della Commissione. In Finlandia – entrata peraltro con la Svezia nella NATO – Alexander Stubb ha vinto le presidenziali. Il Portogallo ha vissuto un terremoto politico con guadagni per la destra Chega. In Slovacchia, Peter Pellegrini è stato eletto presidente. In Irlanda Simon Harris è succeduto a Leo Varadkar. Il Partito della Libertà ha ottenuto una vittoria storica in Austria. Mentre a Berlino il cancelliere tedesco Olaf Scholz è stato sfiduciato, dopo il licenziamento di Christian Lindner e la fine del governo Ampel. Nonostante i successi delle commemorazioni dello sbarco in Normandia e dei giochi olimpici a Parigi, la Francia di Emmanuel Macron ha conosciuto mesi di crisi politica che hanno portato a Matignon prima Michel Barnier, poi François Bayrou.
In Slovacchia, il premier Robert Fico è stato ferito in un attentato a Handlová. In Iran, un’altra tragedia ha colpito i vertici del paese quando il presidente Ebrahim Raisi e il ministro degli esteri Hossein Amir-Abdollahian sono rimasti uccisi in un incidente in elicottero vicino al confine con l’Azerbaigian. Gli Stati Uniti hanno vissuto un anno di eventi senza precedenti. Donald Trump è diventato il primo ex presidente americano ad essere condannato penalmente. Il magnate è poi sopravvissuto ad un tentativo di assassinio durante un comizio in Pennsylvania in luglio. Ed è riuscito pure a vincere le elezioni presidenziali dopo il clamoroso quanto tardivo ritiro di Joe Biden dalla corsa per le presidenziali, sconfiggendo la candidata Kamala Harris. Con J. D. Vance come vicepresidente, Trump è tornato – ed è il “man of the year” secondo TIME, mentre l’Occidente, ma anche Kyiv e Taipei si chiedono quale sarà il loro futuro.
In Asia, in Corea del Sud, le legislative hanno visto una netta vittoria del Partito Democratico e dell’Alleanza Democratica. Che hanno superato il presidente Yoon Suk Yeol – finito poi sotto impeachment in autunno per aver dichiarato senza ragione la legge marziale nel paese. A Taiwan, Lai Ching-te del Partito Democratico Progressista ha vinto le presidenziali. In Azerbaigian, il presidente Ilham Aliyev è stato rieletto per un quinto mandato in elezioni boicottate dall’opposizione. L’anno ha visto anche importanti sviluppi in Africa e America Latina. Il Sudafrica ha formato un governo di unità nazionale dopo le elezioni, con Cyril Ramaphosa confermato presidente. In Messico, Claudia Sheinbaum è diventata la prima donna presidente del paese. Il Venezuela è sprofondato in una crisi post-elettorale dopo la contestata vittoria di Nicolás Maduro su Edmundo González Urrutia, portando pure numerosi stati sudamericani a sospendere le relazioni diplomatiche con Caracas.
Sul fronte dei conflitti internazionali, l’Ucraina ha sorpreso il mondo in agosto annunciando un’offensiva transfrontaliera nella regione russa di Kursk, provocando l’evacuazione di 76mila persone. In Russia, un attacco terroristico a Krasnogorsk ha causato centinaia di morti e feriti. Nell’ambito della guerra russa in Ucraina, poi, un aereo militare che trasportava prigionieri di guerra ucraini si è schiantato nella regione di Korochansky. Ma nel 2024, il mondo ha assistito anche a importanti progressi tecnologici e spaziali. Il Giappone è diventato il quinto paese a realizzare un atterraggio “soft” sulla Luna con la missione SLIM. SpaceX di Elon Musk – onnipresente, uno dei personaggi dell’anno – ha raggiunto un traguardo storico con il primo recupero riuscito di un booster Super Heavy dello Starship, il razzo più potente mai costruito. L’Europa ha dovuto affrontare diverse crisi ambientali, con le peggiori inondazioni dal 2010 nell’Europa Centrale e un disastro naturale senza precedenti a Valencia.
Al netto dei problemi noti, tra i paesi fondatori in Europa, l’Italia di Giorgia Meloni sembra essere il più stabile anche quest’anno. Più della Georgia – intrappolata nelle spire russe – la Moldova ha fatto passi avanti verso l’integrazione europea, approvando il referendum per l’adesione all’UE e rieleggendo Maia Sandu alla presidenza. Un momento storico per la “libertà di informazione” si è verificato quando Julian Assange, fondatore di WikiLeaks, è stato rilasciato ed è tornato in Australia. Il 2024 si conclude con alcuni vecchi equilibri che sono stati spazzati via. La caduta del regime di Bashar al-Assad in Siria, dopo decenni di dominio ba’athista, ha simboleggiato la fine di un’era nel Medio Oriente. Le decisioni prese e gli eventi accaduti nel 2024 avranno ripercussioni durature sulle relazioni internazionali e sul futuro dell’ordine mondiale, contribuendo a segnare – come ogni anno che passa – un punto di svolta nella storia contemporanea.
Amedeo Gasparini
(Pubblicato su L’Osservatore magazine)
