La fragilità del percorso di Susanna Tamaro

Sala piena per Susanna Tamaro all’Università della Svizzera Italiana dove, incalzata dalle domande di Ferruccio de Bortoli, la scrittrice ha presentato il suo ultimo libro Il tuo sguardo illumina il mondo. «È la prima volta che Susanna Tamaro presenta in Ticino un suo libro: un piccolo onore per il nostro Cantone», esordisce nei doverosi saluti di casa il Direttore del Corriere del Ticino Fabio Pontiggia. «Un libro scritto a quattro mani in onore di un amico». A quattro mani, perché scritto da e in memoria di Pierluigi Cappello, scomparso il primo ottobre 2017. Il volume contiene parecchi interrogativi sul nostro tempo e sulle relazioni umane individuali con il prossimo. La scrittrice triestina voleva che la sua pubblicazione fosse «il prolungamento della vita di un amico scomparso», il co-autore del volumetto.

«L’amicizia è il più bello e nobile dei sentimenti», continua Tamaro. «Ma è anche il più complesso: coltivarla è un’arte. La vita con amici è vita di salvezza». E in un mondo che corre sempre più veloce, tutto passa con molta indifferenza. «Ci siamo dimenticati dell’importanza di invecchiare»: la vecchiaia percepita come un male da cui stare lontano. «I titoli di Susanna», commenta de Bortoli, «sono sempre pertinenti e ricchi di fascino. L’autrice prende per mano il lettore, in un rapporto con la natura straordinariamente intenso». Un diario di amicizia che continua metafisicamente: l’amicizia tra Susanna a Pierluigi è eterna. Ma per Susanna è anche «la più pesante pietra all’interno della gerla».

Con l’uscita della sua ultima fatica letteraria ha annunciato che sin dall’infanzia soffre della sindrome di Asperger. Una pietra miliare nel suo portfolio di pubblicazioni, dopo la notorietà internazionale raggiunta con Va’ dove ti porta il cuore. «I miei libri vivono nel silenzio. Nel mondo pieno di confusione, bisogna far uscire le parole dal silenzio per condividerle con gli altri. Scrivere è condividere un silenzio; scrivere per me è la cosa più difficile del mondo». Scrivere, continua Tamaro, «è per me un’attività misteriosa. Leggo tanto per preparare i miei libri: preparo tutti gli elementi in dispensa, ma poi il resto non dipende da me». l tuo sguardo illumina il mondo è un libro intimo, che prosegue nell’adolescenza, quando «bisognava sempre essere qualcosa» e «avere il cantante di riferimento».

«Ho affrontato tutta la trafila dei borderline. Ogni luogo mi stava stretto». Una sofferenza l’esclusione di Susanna Tamaro – «la mia famiglia era disfunzionale», ricorda. I genitori «non erano portati a capire l’altro: una cosa durissima». Ma tutto passa: l’apatia genitoriale «mi ha dato la possibilità di capire gli altri». L’autrice ricorda i litigi col padre, che nella vita le ha fatto solo quattro regali. «I miei genitori erano cresciuti dopo la Seconda Guerra Mondiale. Da cose malate non nascono mai cose sane. E quindi, ad un certo punto, sono diventata genitore dei miei genitori». Poi il perdono: «quello che è stato è stato. Negli anni ho cercato di avere un rapporto bello, intenso e sereno con loro». Scrittura e poesia sono state medicine nel travagliato percorso della scrittrice.

Scoprire il potere dirompente delle parole è stata, appunto, «quella lama di luce, quella feritoia interna nella torre della solitudine che ha portato alla pace interiore». Per Susanna Tamaro, la letteratura è stata un’arma. «Da bambina ero affetta da mutismo», racconta. Le parole le rimanevano seppellite in gola. «Scoprire la poesia è stato coprire la voce delle mie parole». Una forma di liberazione, «uno specchio con cui confrontarsi». La lettura cambia chiunque: aiuta ad uscire dal tempo che si vive. «Franz Kafka è stato un autore fondamentale per me». Importante anche Delitto e Castigo di Fëdor Dostoevskij: «quando l’ho letto mi sono anche ammalata». E oggi? «Oggi siamo poveri di letteratura. Oggi non c’è l’ossatura di una cultura classica»: il lettore consuma il libro, ma tuttavia non lo assorbe.

Il tuo sguardo illumina il mondo non è solo un viaggio interiore di Susanna e Pierluigi: la natura è il tema cardine della nuova pubblicazione di Tamaro. Il terremoto del Friuli del 1976 è stato uno stravolgimento per l’autrice. «Si pensa che tutto sia solido, ma io ho sofferto molto lo stress post-terremoto. Quel giorno ero in pantaloncini corti, maglietta e infradito: nella nudità, nella fragilità della mia vita». La forza d’animo «è stata sostituita dalla forza di carattere. La forza d’animo è quella parte dell’uomo che lo rende immortale». Con la forza interiore «emerge la natura dell’uomo». Tamaro parla anche della sua “discesa romana”, quando la giovane e fragile ragazza degli anni Settanta andava alla scuola di Cinecittà.

«Anni angosciosi. Mi ricordo perfettamente il rapimento di Aldo Moro, le manifestazioni, la polizia, i lacrimogeni, le bombe». Tuttavia, il terrorismo è stato battuto dall’Italia democratica. «Ina Storia fatta da assassini, che sono passati alla Storia» e che anzi hanno insegnato in cattedra e sproloquiato sui giornali. Il libricino di Tamaro, edito da Solferino, «è stato difficilissimo da scrivere. Il dolore di quell’epoca era ancora troppo vivo in me». Nonostante Tamaro avesse conosciuto Pierluigi Cappello per pochissimi anni, lo ha accompagnato con serenità e sofferenza fino alla fine del suo percorso terreno. «Era molto turbato da quello che sta succedendo nel mondo. E quando è morto, ho subito pensato a come avrei risolto l’incandescente dolore».

La scrittrice non riusciva a scrivere: «una lama che ha trafitto la mia vita». Ma alla fine della vita di Pierluigi arrivarono gli angeli: «fin da bambina ho creduto ad un angelo custode». E quando la situazione s’è messa male, anche Pierluigi ha chiesto aiuto agli angeli di Susanna. «Dimentichiamo che la nostra vita è un mistero. Sono credente – parte molto importante della mia vita – e nei momenti difficili ho sempre sentito qualcuno che mi aiutava». Qualcosa sosteneva la fragile vita di Susanna Tamaro. E forse aveva ragione lei. Forse, erano veramente le ali di un angelo.

Amedeo Gasparini

(Pubblicato su L’Osservatore)

Pubblicato da Amedeo Gasparini

Amedeo Gasparini, class 1997, freelance journalist, managing “Blackstar”, amedeogasparini.com. MA in “International Relations” (Univerzita Karlova, Prague – Czech Republic); BSc in “Science of Communication” (Università della Svizzera Italiana, Lugano – Switzerland)

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