Gli incontri a Lugano e le polemiche sull’asilo nel 1944

Indro Montanelli ammirava molto la Svizzera e il sistema federale elvetico, nonché la stabilità del paese, ma d’altra parte i rapporti in particolar modo con il Ticino erano anche complicati in quanto oggetto di polemiche sulla permanenza qui come richiedente asilo nel 1944. Lo studio più esaustivo del “Montanelli alpino” è quello della storica ticinese Renata Broggini, che gli rimproverò il fatto di aver gonfiato gli aspetti biografici in merito alla sua permanenza in Svizzera. Mario Cervi, che difese l’Indro in un articolo su il Giornale nel 2007.

Montanelli era evaso dal carcere milanese di San Vittore – dove incontrò Mike Bongiorno – e scappò in Svizzera nell’agosto 1944. Condannato a morte dal regime fascista, scappò a Luino, dunque arrivò alla frontiera di Novazzano. Poi a piedi fino a Lugano. Non apprezzò la freddezza con cui sarebbe stato accolto in Ticino, ma per sua stessa ammissione Montanelli era solito arricchire i propri tratti biografici con episodi verosimili – «voleva che la Storia risultasse più giornalistica, voleva accentuare la sua presenza di testimone dei maggiori eventi», confermò Cervi.

Collaborò anche con L’Illustrazione Ticinese, dove pubblicò il romanzo Drei Kreuze, comparso poi anche in italiano con il titolo Qui non riposano. Ad ogni modo i legami tra Indro Montanelli e la Svizzera, non si limitano solo alle polemiche attorno al soggiorno durante la guerra. A Lugano incontrò anche Vittorio Emanuele di Savoia così come Giuseppe Prezzolini, che stava in Via Motta e più volte accolse l’amico per lunghe chiacchierate.

Amedeo Gasparini

(Pubblicato su Corriere del Ticino)

Pubblicato da Amedeo Gasparini

Amedeo Gasparini, class 1997, freelance journalist, managing “Blackstar”, amedeogasparini.com. MA in “International Relations” (Univerzita Karlova, Prague – Czech Republic); BSc in “Science of Communication” (Università della Svizzera Italiana, Lugano – Switzerland)

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