I campi di concentramento nazisti iniziarono a macinare morte sin dai primi giorni dall’inizio del Terzo Reich. Certo, l’industrializzazione degli omicidi degli indesiderabili si materializzò in quelli di sterminio e solo dopo la conferenza di Wannsee del gennaio 1942. Tuttavia, l’ammassamento di esseri umani nei gelidi lager del Nord e dell’Est Europa fu tra leContinua a leggere “Passato e presente: l’antisemitismo che porta ad Auschwitz”
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Albert Camus, straniero assurdo e controcorrente
Antifascista convinto (nel 1933 aveva aderito al movimento Amsterdam-Pleyel) e anti-totalitarista («la libertà non è che una possibilità di essere migliori, mentre la schiavitù è certezza di essere peggiori») Albert Camus non era il classico intellettuale francese della seconda metà del secolo scorso. Era uno straniero. Un irregolare. Uno scomodo. «Siate realisti: chiedete l’impossibile» èContinua a leggere “Albert Camus, straniero assurdo e controcorrente”
Cultura e libertà alla Václav Havel Library
Frequenti gli eventi, uno ogni tre-quattro giorni, alla Václav Havel Library, la biblioteca nel cuore magico di Praga, in Ostrovní 13. Una piattaforma del dialogo intra-interculturale, per il rispetto dei diritti umani e della libertà, fondata nel 1996 da Václav Havel, il Premio Nobel Elie Wiesel e il filantropo giapponese Yōhei Sasakawa. Nata ispirandosi alleContinua a leggere “Cultura e libertà alla Václav Havel Library”
Uguaglianza e libertà nella società aperta di Karl Popper
«Con l’espressione “società aperta”» scrive Karl Popper, morto il 17 settembre di venticinque anni fa, «designo non tanto un tipo di […] forma di governo, quanto piuttosto un modo di convivenza umana in cui la libertà degli individui, la non-violenza, la protezione delle minoranze, la difesa dei deboli sono valori importanti». Il termine “società aperta”Continua a leggere “Uguaglianza e libertà nella società aperta di Karl Popper”
Primo Levi, sommerso e salvato
«Son morto con altri cento / Son morto ch’ero bambino». Cantava così Francesco Guccini nel ricordare lo sterminio ad opera dei nazisti nel brano la canzone “Auschwitz” del 1966. Dal campo di concentramento polacco sono tornati in pochi. Primo Levi ne è stato un sopravvissuto. Tornato in patria, avvertì l’urgente necessità di raccontare gli orroriContinua a leggere “Primo Levi, sommerso e salvato”
