Come è grande un minuto!

Un minuto può essere un’eternità. E quello che succede in un minuto può cambiare l’intero corso di uno o più eventi. In un minuto, secondo Focus (2017) centootto persone e circa 7.10 per dieci alla diciassettesima di cellule umane muoiono, ma duecentocinquanta bambini nascono, centoquarantaquattro persone cambiano casa e centoventi si sposano. Inoltre, nel nostro corpo vengono prodotti circa centocinquanta milioni di globuli rossi. Venticinque milioni di prodotti firmati “Coca Cola” vengono ingeriti. Circa due milioni e mezzo di chili di spazzatura sono prodotti. Circa una caloria viene bruciata dal corpo di un adulto di settanta chili mentre dorme.

E poi seimila fulmini colpiscono il nostro pianeta. Ma c’è un altro pianeta che cambia con altrettanta agilità. Un mondo senza il quale la nostra vita sarebbe impensabile. Un mondo dove molti adottano un’identità diversa da quella indossata in “abiti civili”. Un mondo in cui la democrazia regna sovrana e la regola dell’“uno vale uno” è ossequiata. Un mondo fatto di parole e suoni. Quella mutevole infrastruttura che si confà alle nostre esigenze: Internet. Secondo un’infografica di @OfficiallyChadd che illustra cosa succede nel regno del fu ARPANET in un minuto, circa centonovanta milioni di email vengono spediti.

Non superato è invece WhatsApp. Vera e propria ragione di vita per milioni di esseri umani, sublime prolungamento della propria favella, spesso e volentieri non collegata alla materia grigia di chi la usa per inviare i mitici “messaggi audio”. La piattaforma di intercomunicazione rilevata da Mark Zuckerberg nel 2014 è l’applicazione da cui partono trentotto milioni di messaggi al minuto. Più del doppio dei messaggi inviati secondo i canonici servizi offerti dai vari smartphone.

Bene anche YouTube: il supremo portale dei video vanta più di quattro milioni di views ogni sessanta secondi. Per quello che riguarda Google un’esigua cifra: la Bibbia del tutto e compagno di mille ricerche vanta un 3.7 milioni di interrogazioni da parte degli utenti. Cioè 3.7 milioni di persone “interpellano” quella fantastica barra posta sotto la scritta blu, rossa, verde e gialla per cercare quanto aggradi loro. Come scriveva Charles Baudelaire, i minuti sono sabbia. Piccoli granelli che però costruiscono castelli. Allo stesso modo, un minuto nella piscina di Internet equivale all’incessante e massiva creazione di comunicazione.

Amedeo Gasparini

(Pubblicato su L’universo)

Pubblicato da Amedeo Gasparini

Amedeo Gasparini, class 1997, freelance journalist, managing “Blackstar”, amedeogasparini.com. MA in “International Relations” (Univerzita Karlova, Prague – Czech Republic); BSc in “Science of Communication” (Università della Svizzera Italiana, Lugano – Switzerland)

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