Picasso a Klee nel cuore di Lucerna alla Collezione Rosengart

Già entrando nello storico edificio che ospita la Collezione Rosengart, nel centro di Lucerna, il visitatore viene introdotto nel mondo dei grandi maestri che incontrerà lungo il percorso. Claude Monet, Pierre-Auguste Renoir, Paul Cézanne, Pablo Picasso, Paul Klee, Henri Matisse, Ferdinand Léger, Raoul Dufy, Marc Chagall, Georges Braque, Wassily Kandinsky, Joan Miró. Dal 2002 la collezione, appartenente alla fondazione creata da Angela Rosengart nel 1992, rappresenta una delle raccolte private più importanti d’Europa dedicate alla pittura francese e alla modernità. Oltre duecento opere occupano circa 1.200 metri quadrati distribuiti su tre livelli. Il piano terreno è dedicato a Picasso. Il seminterrato ospita la raccolta di Klee. Il primo piano raccoglie i protagonisti dell’Impressionismo e della grande arte moderna europea. La collezione nasce grazie all’attività di Siegfried Rosengart, mercante d’arte che già negli anni Trenta e Quaranta iniziò a raccogliere opere destinate a diventare il nucleo fondativo del museo.

L’edificio era stato della Banca Nazionale Svizzera, poi trasformato in museo. Le grandi sale luminose, il sistema di illuminazione calibrato sulle opere e la discreta eleganza degli ambienti permettono un dialogo continuo tra dipinti e visitatori. È un museo che conserva ancora qualcosa dell’atmosfera privata di una raccolta costruita nel corso di una vita, mantenendo una dimensione intima che spesso manca nelle grandi istituzioni museali. Proprio questa vicinanza permette di comprendere meglio la straordinaria passione che legò Siegfried e la figlia Angela agli artisti che frequentarono personalmente – in particolare Picasso, con il quale instaurarono una lunga amicizia. Il primo piano è dedicato all’Impressionismo. Tra le opere più significative si trova il paesaggio di Camille Pissarro “Environs de Louveciennes, la route” del 1871, il lavoro più antico dell’intera collezione. Monet è presente con opere dedicate a uno dei temi più amati dal movimento: l’acqua.

In “Eglise de Vernon, brouillard” del 1894 la chiesa, gli alberi e le barche sembrano dissolversi in una trama di blu, grigi, verdi e viola che restituisce l’impressione di una giornata nebbiosa. Anche “Neige à Amsterdam” testimonia l’interesse di Monet per la luce e per le sue continue trasformazioni atmosferiche. Renoir è rappresentato sia come paesaggista sia come pittore di figure. “L’Italienne au Tambourin” mostra il progressivo allontanamento dall’Impressionismo puro verso una pittura più costruita e solida. Accanto ai grandi francesi compaiono anche artisti come Max Liebermann, principale esponente dell’Impressionismo tedesco. La Rosengart documenta anche il superamento dell’Impressionismo attraverso il Neoimpressionismo e il Postimpressionismo. Georges Seurat è presente con importanti studi preparatori realizzati per “Une baignade à Asnières” e “La Grande Jatte”. Paul Signac compare con vedute di Saint-Tropez, località che contribuì a rendere celebre tra gli artisti.

Ma la figura centrale di questa sezione è Cézanne, considerato a ragione il padre della pittura moderna. La collezione conserva una natura morta, alcuni paesaggi e un “Etude de baigneuses”. Pur partendo dalle conquiste impressioniste, Cézanne sviluppa una ricerca completamente diversa. Per lui la pittura non deve registrare l’impressione fugace, ma costruire una struttura stabile dietro l’apparenza del mondo visibile. Da questa ricerca nasceranno il Cubismo e le avanguardie del Novecento. Proseguendo nel percorso si entra nel mondo delle avanguardie storiche. Le sale dedicate al Cubismo costituiscono uno dei punti più affascinanti dell’intera collezione. In “Violon au Café” del 1913 Picasso costruisce una composizione fatta di piani sovrapposti e frammenti geometrici che sintetizzano la seconda fase del Cubismo. Braque è presente con opere come “La table à la pipe” e “Le Programme”, che mostrano l’evoluzione verso il Cubismo sintetico e l’introduzione di collage e papiers collés.

Accanto a loro compare Léger con il “Contraste de formes” del 1913. Qui la realtà è dissolta in una costruzione di cilindri, tubi e forme astratte colorate che testimoniano la volontà dell’artista di esprimere il dinamismo e le tensioni della società moderna. Accanto ai cubisti trovano spazio numerosi protagonisti della pittura europea tra le due guerre. Amedeo Modigliani è presente con la celebre “Cariatide”, esempio della sua ricerca tra pittura e scultura. Matisse appare attraverso dipinti e disegni che documentano la sua continua ricerca di semplicità formale e armonia cromatica. Opere come “Citrons et Saxifrages” del 1943 mostrano ancora una straordinaria vitalità compositiva costruita attorno al dialogo tra colori puri. Chagall occupa una posizione importante nella collezione grazie ai rapporti di amicizia che lo legavano ai Rosengart. I suoi dipinti e disegni evocano continuamente il mondo della memoria, della tradizione ebraica, della Russia natale e dell’amore.

Figure sospese, animali fantastici e paesaggi onirici costruiscono uno degli universi poetici più riconoscibili del Novecento. Henri Laurens, Georges Rouault, Chaim Soutine e Marino Marini completano un percorso. Un’altra sezione ripercorre il dialogo tra Miró e Kandinsky. Entrambi condividono l’interesse per una pittura capace di dare forma all’invisibile e alle dimensioni dell’inconscio. Miró è rappresentato da “Danseuse II” del 1925. Attraverso simboli, linee e forme calligrafiche l’artista costruisce un linguaggio personale che diventa una delle espressioni più originali del Surrealismo. Kandinsky, invece, è presente con lavori del periodo parigino come “Formes Multiples” del 1936, con forme biomorfe che ricordano organismi marini, cellule e creature microscopiche. Per Kandinsky la pittura deve agire come la musica, generando vibrazioni interiori attraverso la semplice organizzazione di colori e forme. Il seminterrato è interamente dedicato a Klee e costituisce una delle raccolte più importanti esistenti in mani private.

Ben 125 opere permettono di seguire cronologicamente l’intera evoluzione dell’artista dal 1910 al 1940. Acquerelli, disegni e dipinti raccontano una personalità tra le più complesse e originali dell’arte moderna. Le opere nate dopo il celebre viaggio in Tunisia del 1914 testimoniano la scoperta decisiva del colore, mentre i lavori realizzati durante il periodo del Bauhaus mostrano l’interesse per geometrie, architetture e costruzioni astratte. Il piano terreno è, infine, il regno di Picasso. Con oltre quaranta opere, tra dipinti, disegni, sculture, incisioni e ceramiche, la Collezione Rosengart conserva una delle più importanti raccolte picassiane d’Europa. Le sale permettono di seguire l’incredibile capacità di Picasso di reinventarsi continuamente. I celebri “doppi volti”, la deformazione delle figure, la fusione tra profilo e frontalità testimoniano la continua sperimentazione dell’artista: il Minotauro, il toro, il pittore e la modella, il dialogo con i maestri del passato, la sensualità e il rapporto con il corpo femminile.

Amedeo Gasparini

(Pubblicato su L’Osservatore magazine)

Pubblicato da Amedeo Gasparini

Amedeo Gasparini, class 1997, freelance journalist, managing “Blackstar”, amedeogasparini.com

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