150 anni dopo, la città di Lubecca festeggia il “suo” Thomas Mann

In questo giugno 2025, Lubecca ospita uno degli eventi letterari più significativi dell’anno in Germania: la celebrazione del 150° anniversario della nascita di Thomas Mann, uno dei più grandi scrittori del XX secolo e figlio della città anseatica. Quel 6 giugno 1875 è dunque rievocato e commemorato in un convegno internazionale che esplora la vita, l’opera e l’eredità di un uomo che, attraverso la sua penna e riflessioni, ha contribuito a definire anche il pensiero politico del suo tempo fino ai giorni nostri. Il convegno è organizzato dalla Deutsche Thomas Mann-Gesellschaft, con la Buddenbrookhaus/Heinrich-und-Thomas-Mann-Zentrum e la Thomas Morus Akademie di Bensberg. Un’occasione celebrativa che offre anche un’opportunità di approfondimento scientifico, attirando studiosi, intellettuali e appassionati di letteratura da tutto il mondo per discutere l’autore e la sua influenza contemporanea. La vita di Mann è stata legatissima agli eventi storici che hanno segnato la prima parte del XX secolo.

Nato qui a Lubecca – città che apprezzò sempre, ma non guardò mai con nostalgia – Mann veniva da una famiglia altoborghese. Già da giovane divenne uno degli scrittori più influenti della Germania. La carriera si sviluppò in un contesto turbolento – dal Kaiserreich a Weimar, passando attraverso il nazismo e l’esilio, dunque la morte sul lago di Zurigo, dove tuttora riposa. Da Lubecca – nelle case nordiche dei ricchi commercianti, in mattoni rossi e grondaie di rame verdastro – le sue opere riflettono la complessità della sua visione del mondo e il suo impegno nel descrivere la crisi dell’Europa e dell’individuo in tempi di incertezze sociopolitiche. È noto: Mann si oppose fermamente al regime hitleriano. Il che – dall’estero – lo erse a simbolo di una lotta più ampia per la libertà e la democrazia. La sua condizione di esiliato (con passaporto cecoslovacco) cosmopolita gli permise di sviluppare un pensiero universale staccato dalle contingenze nazionali.

Il titolo del ciclo di conferenze lubecchesi, non a caso, è “Kosmopolit, Literat, Denker” – “Cosmopolita, letterato, pensatore”. E riassume perfettamente l’intento delle centinaia di eventi, consultabili sul sito mann2025.de. Esplorare, cioè, la figura di Mann da diverse prospettive e discipline. Durante le giornate del convegno, studiosi di fama internazionale si concentrano su vari aspetti della sua vita e pensiero. Un tema centrale è l’evoluzione politica di Mann, che da conservatore nazionalista vicino al Reich guglielmino si è trasformato in un fervente sostenitore della democrazia, del repubblicanesimo e del progressismo, fino al pacifismo durante la primissima Guerra Fredda. Mann e la sua opera sono servite come esempio di resistenza contro i totalitarismi. Ma lo scrittore causò anche qualche mal di pancia in patria, quando denunciò il sistema concentrazionario nazista, sollevando reazioni stizzite di molti (ipocriti) compatrioti. Per questo e peraltro, non si sarebbe più sentito a casa nel suo paese.

Thomas Mann scrittore è passato? No di certo. La sua eredità intellettuale è viva e influente nella cultura contemporanea. Il convegno impone agli appassionati dello scrittore di muoversi per il centro storico di Lubecca, città di mercanti, battezzata da sole e nubi in questa prima estate. Le giornate, infatti, si svolgono in diversi luoghi della città. Tra questi, il Kolosseum e la Buddenbrookhaus am Markt – la mitica casa dei protagonisti del romanzo semiautobiografico che gli valse il Nobel. Ma anche la Chiesa di Sant’Egidio e il quartiere museale di St. Annen, dove è in corso la mostra “Il mio Tempo. Thomas Mann e la Democrazia”. “Le radici di un cosmopolita” è il titolo della conferenza di apertura su questo autore universale del XX secolo. Una vita di turbolenze politiche fino alla metà del secolo. Dal suo successo mondiale all’emigrazione negli Stati Uniti, dove animò i compatrioti tramite la radio.

Un altro evento di rilievo è dedicato alla rete Thomas Mann International, fondata nel 2023 per unire i luoghi e le istituzioni legate a Mann in tutto il mondo. Tra queste, la Buddenbrookhaus (Lubecca), la Monacensia (München), il Thomas Mann Kulturzentrum (Nida), la Thomas Mann House (Los Angeles). Ciascuna di queste istituzioni è rappresentata da un ospite a Lubecca. E illustra come Mann venga studiato e celebrato e come diversi approcci e temi siano emersi in relazione alla sua opera. Verdetto? Thomas Mann come scrittore internazionale, oltre le frontiere. La seconda giornata vede il suo esordio con “La narrativa di viaggio e la vita di Mann”. Ecco che il viaggio si fa di nuovo centrale. I relatori analizzano come questo non solo fosse una parte integrante della biografia di Mann, ma anche come lo scrittore abbia utilizzato il viaggio come metafora nelle sue opere.

Una delle conferenze più affascinanti è quella su “Autofinzione in uno scompartimento ferroviario”, dal titolo di un racconto che Mann scrisse nel 1909 e che evidenzia la critica sociale nei confronti della Germania imperialista. L’incidente ferroviario è analizzato come un autoritratto che esplora la psiche dell’autore e il suo rapporto con la sua immagine pubblica. Altri interventi hanno analizzato – forse in maniera un po’ troppo accademica – temi come il Resoconto parigino, dove Mann riflette sulla sua visita nella capitale francese nel 1926. Dunque, il romanzo Giuseppe e i suoi fratelli, dove viaggio ed esilio sono simboli ricorrenti di una ricerca di redenzione. Un’analisi approfondita è stata anche dedicata a Felix Krull, il protagonista de Le confessioni del cavaliere d’industria Felix Krull, che affronta il viaggio come processo di reinvenzione dell’identità. Spazio anche alle “Riflessioni su politica, identità e colonialismo”, mai assenti dai dibattiti accademici d’oggigiorno.

Particolare attenzione è dedicata alla critica di Mann alla schiavitù, temi che risuonano nelle sue riflessioni sul razzismo e sull’esotismo. Le fitte giornate lubecchesi mostrano come il genio letterario abbia ancora valide idee ai nostri tempi. Mann, che ha affrontato le crisi politiche e morali del suo tempo con coraggio e lucidità, offre ancora oggi strumenti per interpretare e affrontare le difficoltà che caratterizzano il mondo contemporaneo alla luce del ritorno del nazionalismo. Il coraggio dell’intellettuale potrebbe essere fondamentale per arginare nuove derive. Il convegno di Lubecca e le celebrazioni offrono l’opportunità di rivivere il pensiero di Mann a un secolo e mezzo dalla nascita. Di analizzare le sue opere. E di rendere omaggio a un autore che ha dedicato la vita alla lotta per la democrazia. L’eredità di Thomas Mann vive non solo nelle pagine dei libri, ma pure nell’impegno quotidiano per la difesa dei valori democratici.

Amedeo Gasparini

(Pubblicato su L’Osservatore magazine & PressReader)

Pubblicato da Amedeo Gasparini

Amedeo Gasparini, class 1997, freelance journalist, managing “Blackstar”, amedeogasparini.com

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