Il BMW Museum di Monaco e le prospettive sull’auto elettrica

Nei pressi del villaggio olimpico, il BMW Museum di Monaco di Baviera è tagliato a metà da una lunga strada che risale la regione motore meridionale della Germania. Da una parte, il BMW Welt, un enorme showroom a fini pubblicitari con diversi modelli di automobili esposti. Dall’altra, il museo dell’eccellenza automobilistica tedesca. Il percorso nel BMW Museum è un labirinto caratterizzato da lunghi corridoi rivestiti di muri bianchi ed illuminati e maestose spirali senza gradini che permettono ai visitatori di ripercorrere l’intera storia – o meglio, il viaggio – di BMW attraverso due secoli. L’edificio stesso è concepito come un “Lightbau”, una costruzione luminosa che esalta l’eleganza dei modelli BMW esposti. La struttura architettonica del museo riflette la filosofia del marchio: innovazione, tecnologia e design si fondono in uno spazio espositivo che pare un’opera d’arte contemporanea. Il BMW Museum presenta una chiara divisione tra uso civile e militare dei veicoli BMW.

Le celebri “serie” che hanno segnato l’immaginario collettivo europeo per decenni sono esposte in ordine cronologico. Quello di BMW è un principio di lusso: che si tratti di quattro o due ruote, l’affidabilità dei veicoli è percepibile e ha contribuito al suo duraturo successo sul mercato globale. Le venti stanze del BMW Museum ripercorrono con pannelli descrittivi le sezioni dedicate alla nostalgia. Non manca la “Schatzkammer”, la stanza del tesoro, dove sono custoditi i modelli più rari della casa automobilistica. Una sezione speciale è dedicata alla storia di BMW nella Formula 1 e le vetture che hanno scritto pagine importanti nel motorsport. Il museo non si sottrae a dolorosi confronti con il passato, quando l’azienda collaborò con il regime nazionalsocialista e si avvalse della manodopera forzata di prigionieri nei campi di concentramento. Eppure, il BMW Museum non è orientato solo al passato.

Una parte significativa dell’esposizione è dedicata al futuro della mobilità e alle visioni innovative di BMW. I prototipi del futuro si presentano con linee bianche, fluorescenti, ampie superfici vetrate e colori che richiamano concetti di efficienza e dinamica. Il design dei veicoli del futuro si preannuncia più essenziale, semplificato, minimalista – anche il logo BMW subirà una “metallizzazione” applicata alle tre lettere. Poco, nel BMW Museum, si dice del presente e delle sfide future del marchio. Come altre case automobilistiche, BMW si sta adattando all’utilizzo dell’intelligenza artificiale (AI) nei sistemi di guida e gestione dei veicoli. L’uso dell’elettrico viene incentivato: tra le prime auto elettriche in Europa c’erano proprio le BMW, sebbene accolte inizialmente con un certo scetticismo. BMW – come le sue sorelle o cugine in tutta la Germania, da Audi a Ingolstadt, Volkswagen a Wolfsburg, Porsche a Stoccarda – continuerà a preservare la storia di un marchio orientato alla qualità.

Ma non può fare a meno di investire consistenti risorse nella ricerca di nuove esperienze di guida e nell’affrontare le sfide del mercato energetico. È certo che il mondo dell’auto – e in particolare dell’auto elettrica – ha un ruolo importante per il futuro. E auto elettrica, oggi come oggi in Occidente – con buona pace di BMW – vuol dire Tesla. Da qualche giorno pare che Elon Musk sembri essersi calmato dopo aver contribuito a bruciare miliardi in azioni Tesla a seguito delle sue prese di posizioni politiche. Cantor Fitzgerald ha stimato che dall’inizio del 2025 il titolo è sceso del quaranta per cento, in parte a causa della debolezza delle vendite e della maggiore concorrenza, ma anche a causa delle preoccupazioni circa le attività politiche e delle insolenti dichiarazioni dell’AD, nonché dalle proteste a sfondo politico negli stabilimenti. Ma Tesla rimane un leader nel settore dell’elettrico; gli investimenti sono enormi.

Chi non investirà nell’elettrico avrà grossi problemi in futuro, che si sommano a quelli del presente. A metà marzo, Audi ha annunciato l’eliminazione di 7,5mila posti di lavoro entro il 2029 per migliorare la sua competitività, produttività e flessibilità. La digitalizzazione è cruciale anche per case automobilistiche non incentrate nel breve termine sulla rivoluzione dell’elettrico e sull’integrazione maggiore con modelli di AI. Ma non è tutto, perché la crisi dell’automotive in Europa è organica. Secondo ACEA (European Automobile Manufacturers’ Association), le vendite di nuove automobili nell’UE hanno registrato una flessione a febbraio rispetto al mese precedente. Le immatricolazioni sono diminuite del 3,4 per cento, arrivando a 853.670 vetture, proseguendo il trend negativo dopo la diminuzione del 2,6 per cento in gennaio. Il mercato tedesco ha subito un calo del 6,4 per cento, quello francese si è contratto dello 0,7 per cento.

Volkswagen rimane il gruppo automobilistico con la maggiore quota di mercato, seguito da Stellantis e Renault. Per quanto riguarda Tesla, a febbraio sono state immatricolate 11.743 vetture, con un crollo del 47,1 per cento rispetto allo stesso mese del 2024. Diversa la situazione in Asia, dove l’elettrico tira da anni ed è via via più preminente. Certo, il colosso automobilistico elettrico cinese NIO ha registrato delle perdite del quarto trimestre 2024, ma ha incrementato le vendite. William Bin Li, AD di NIO, ha confermato che l’azienda ha venduto 220mila veicoli ed è leader nel mercato cinese dell’elettrico. La settimana scorsa è stato annunciato che la Commissione europea sta indagando sulla concessione di sussidi sleali da parte del governo cinese a BYD per il finanziamento di uno stabilimento ungherese. Al di là del singolo episodio, la vicenda dà la cifra della perenne importanza rivestita nell’industria automobilistica nelle sfide geopolitiche.

Design, esperienza di guida, guida autonoma – sì –, ma anche tagli di personale, nuovi investimenti e ristrutturazioni, digitalizzazione. Potrà l’elettrico salvare un mercato automobilistico che al momento non se la passa proprio benissimo? Una visita al BMW Museum offre non solo un’immersione nella storia dell’automobile, ma anche una comprensione più profonda dell’evoluzione tecnologico-energetica – che s’intersecano proprio nella branca dell’automotive. Le esposizioni interattive, i modelli in scala e le riproduzioni fedeli dei motori più iconici completano un’esperienza museale che riesce a bilanciare l’elemento educativo con quello dell’intrattenimento. Ma uno sguardo verso gli orientamenti futuri di mercato e la ponderazione di diversi elementi in gioco rischiano di mettere in dubbio i progetti di BMW che non potrà solo basarsi su una nuova visione del cosiddetto lifestyle. Il famoso slogan “Drive, Live, Love” è confrontato per forza di cose a cambiare nei prossimi anni.

Amedeo Gasparini

(Pubblicato su L’Osservatore magazine)

Pubblicato da Amedeo Gasparini

Amedeo Gasparini, class 1997, freelance journalist, managing “Blackstar”, amedeogasparini.com

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