Con la guerra russa in Ucraina è tornato un mito: la favola dell’umiliazione della Russia. La povera Russia vilipesa dall’Occidente dalla fine della Guerra Fredda! Una narrativa spesso abbinata al complottismo di ogni sorta, nonché all’antiliberalismo, antiamericanismo, antisemitismo, anti-vaccini, etc. Una narrativa efficace perché fa leva sul sentimento nazionalista di molti che credono di essere stati trattati male, nel complesso, dall’Occidente liberaldemocratico. A sinistra quanto a destra. Al posto di guardare in casa propria le radici dei propri limiti – assenza di istituzioni solide, libertà, investimenti, capacità di attrazione, capitale umano, ma anche corruzione elevata, alcolismo elevato, politicizzazione della giustizia – molti danno la colpa a fattori esterni. La NATO e gli Stati Uniti sono i principali capri espiatori. Colpevoli di aver portato avanti per trent’anni, suggerisce la retorica filo-putiniana, una “politica aggressiva” a seguito di un’umiliazione della Russia stessa dopo il 1991.
Una narrativa di comodo e palesemente mistificatoria – nello stile del Cremlino, che non esista a ricorrere agli artifici retorici di retaggio sovietico. In Occidente si fece parecchio per accogliere la Russia nell’ambito di un nuovo spirito cooperativo post-1991, quando la sovranissima URSS decise autonomamente di sciogliersi. A conti fatti, l’Occidente si sforzò di integrare la Russia nei fora mondiali. L’esempio più evidente è la transizione dal G7 al G8, un segnale di inclusione piuttosto che di esclusione. La Russia fu poi coinvolta nell’OSCE e il Consiglio d’Europa. Si veda il Programma di Partenariato e Cooperazione nell’energia o il coinvolgimento nello spazio economico europeo. È grazie anche all’Occidente se la Russia è entrata nella WTO nel 2012. Così come è grazie all’UE se la Russia ha preso parte ai programmi quali Erasmus+. Eppure, l’Occidente è sempre cattivo.
Secondariamente, il Consiglio NATO-Russia istituito nel 2002 era un’ulteriore dimostrazione di volontà di dialogo e cooperazione. La NATO non ha mai rappresentato un problema serio per la Russia. Fino alla guerra in Ucraina, solo i Baltici (basta aprire una cartina geografica per capire che questi non rappresentano alcun fastidio per il paese più grande del pianeta) in quanto NATO confinavano con la Russia. Sarà forse colpa dell’ex URSS se tutti gli ex paesi del Patto di Varsavia sono corsi verso la casa atlantica al posto di restare in una posizione di limbo tra l’Occidente liberaldemocratico e le incertezze di una Federazione Russa che li aveva dominati per quasi mezzo secolo? Non è la NATO che ha obbligato Varsavia, Praga, Berlino, Sofia, Budapest, Bratislava, Tallinn, Vilnius e Riga a aderire al trattato. Si trattò di scelte sovrane di stati sovrani. Accerchiamento della Russia da parte della NATO?
Geograficamente è la Russia ad essere il vicino ingombrante dell’Europa. Con la necessaria entrata di Svezia e Finlandia nella NATO, ora i confini dell’Alleanza con la Russia sono pari a 2.600 chilometri, sui 20.139 di confine della Russia. Eppure, la NATO “abbaia” … Dopo la fine della Guerra Fredda, la Russia non ha subito sanzioni economiche massicce come quelle imposte alla Germania con il Trattato di Versailles. Un cambiamento significativo nel modo in cui la comunità internazionale ha gestito il periodo successivo alla Guerra Fredda – anche a favore della Russia. Questa decisione era probabilmente motivata dal desiderio di evitare un trattamento punitivo e sproporzionato. Si riconosceva dunque l’importanza di mantenere relazioni stabili e prevenire risentimenti futuri. In Occidente, ancora una volta, ci si è mostrati aperti e tolleranti nei confronti di chi gli aveva puntato i missili sulla testa per decenni.
Punto quarto: ci si ricorderà che dopo la Prima Guerra Mondiale, la Germania subì la perdita di una parte significativa del suo territorio – circa il tredici per cento – come previsto dal Trattato di Versailles. Nella Seconda Guerra Mondiale, il territorio tedesco subì ulteriori modifiche con la divisione del paese in due parti. Al contrario, la Russia non sperimentò una riduzione simile del suo territorio dopo la Guerra Fredda. La disintegrazione dell’Unione Sovietica ha condotto alla creazione spontanea di nuove repubbliche. Le quali non hanno dimostrato poi tutto questo attaccamento alla moribonda URSS. La Russia in sé non ha subito una diminuzione significativa del suo territorio. La frantumazione dell’URSS e la nascita di nuove repubbliche indipendenti sono state il risultato di processi interni e della fine del Comunismo. E non di condizioni imposte come dopo la Grande Guerra.
L’UE è stata miope nel voler integrare troppo la Russia nelle sue strutture commerciali – specialmente, come si è visto, in materia energetica. L’interesse reciproco nell’integrazione economica ha portato a iniziative e proposte mirate a migliorare la cooperazione e gli scambi commerciali tra la Russia e l’UE. L’energia è stata una componente essenziale di questa relazione, con la Russia che è diventata un fornitore vitale di gas naturale per l’Europa, rappresentando una percentuale significativa del fabbisogno energetico di diversi paesi europei. Insieme a questo rapporto energetico, sono state esaminate e proposte altre iniziative mirate a rafforzare la cooperazione economica in settori come commercio, investimenti e sviluppo infrastrutturale. Infine, per sfatare il mito dell’umiliazione della Russia, non si dimentichi che l’Occidente non ha sistematicamente biasimato la Russia per aver scelto il “lato sbagliato” della storia durante la dittatura comunista.
In altri termini, nel dibattito pubblico europeo non si rinfaccia a Mosca il totalitarismo imposto ai sudditi russi al pari del Nazismo in Europa. Laddove la Germania fa penitenza da oltre tre quarti di secolo sugli orrendi eventi del 1933-1945, l’ex Unione Sovietica bolscevica la passa in carrozza. Il periodo di sbandamento degli anni Novanta è il prodotto delle scelte fatte dall’URSS stessa. Nessuno ha fatto cadere l’URSS. Non l’Occidente, non la NATO, non gli Stati Uniti. In Occidente si prese atto della situazione e accolsero la maniera incondizionata milioni di persone che svuotarono l’Europa centro-orientale. Vale anche in geopolitica una regola d’oro della vita: in gran parte, quando si cerca un colpevole dei propri mali, delle proprie deficienze, basta semplicemente guardarsi allo specchio. Una pratica che il rancore revanscista del machismo nazionalista non conosce. Altro che umiliazione della Russia!
Amedeo Gasparini
(Pubblicato su AlterThink)
